Palazzo Ducale

È uno dei più interessanti edifici architettonici ed artistici del Rinascimento italiano.
Federico da Montefeltro progettò il Palazzo Ducale facendo Urbino città “del principe”. Fu il conte e nonno Antonio da Montefeltro a volere un palazzetto che dava sulla piazza.
Quando Federico prese il potere nel 1444 fece congiungere due edifici ducali formatosi così il Palazzetto della Jole, diciotto anni dopo con l’aumento delle entrate volle trasformarlo nella maggior residenza principesca d’Italia e passò il progetto a Luciano Laurana.
Venne fatto un nuovo cortile con il portico, costruirono nuove mura oblique e usarono altri stratagemmi militari. All’interno costruì la Biblioteca, la Sala degli Angeli, la Sala delle Udienze, le Sopralogge, la zona sacra con lo Studiolo e lo Scalone d’Onore.
Qualche anno più tardi subentrò Francesco di Giorgio a capo del progetto che terminò la facciata a “L” che dava sulla città, le logge, la Terrazza del Gallo, il Bagno del Duca e il giardino. Creò la rampa elicoidale che permetteva ai carri di raggiungere il palazzo, l’Orto dell’Abbondanza e le scuderie.
Curò le decorazioni e gli spazi interni con opere pittoriche e scultoree. Nel ‘500 vennero eliminati i merli e costruirono un secondo piano con sale e terrazze.

Galleria Nazionale delle Marche

La Galleria è situata dentro il Palazzo Ducale, le collezioni sono opere raccolte durante il XIX secolo nelle chiese e nei conventi.
Il palazzo con i secoli venne spogliato dai conquistatori di tutte le sue collezioni, tra cui: nel 1502 l’opera di Michelangelo il “Cupido dormiente”, nel 1631 con l’atto di passaggio del singolo Palazzo senza gli oggetti mobili allo Stato Pontificio i gioielli e le altre opere rimasero a Vittoria della Rovere e finirono a Firenze mentre altri vennero venduti, il cardinale Antonio Barberini staccò il ciclo degli uomini illustri dallo studiolo e l’Apollo e le Muse dalla cappella e nel 1657 papa Alessandro VII portò nella Biblioteca Apostolica centinaia di volumi dalla biblioteca di Federico da Montefeltro.
Nel museo possiamo ancora trovare: l’Alcova di Federico, gli Uomini Illustri dello studiolo, il Ritratto di Federico, altri dipinti murali nella Sala delle Nozze, decorazioni lapidee e intarsi.
Dal 1912, anno in cui fu creata la fondazione , iniziarono a portare il resto delle collezioni presenti: gruppi di dipinti, altre opere delle chiese cittadine, ceramiche e monete e altre opere comprate apposta dallo Stato per ingrandire il museo facendolo così diventare Nazionale.

Oratorio di San Giovanni Battista

Si trova in via Barocci al di sotto della fortezza di Albornoz ed è uno dei principali monumenti cittadini.
Fu la sede della confraternita di San Giovanni Battista a cui agli inizi del 1200 si riunì anche quella di Sant’Antonio Abate a causa della distruzione della loro che si trovava nel borgo Mercatale.
L’Oratorio rappresenta una delle realizzazioni più riuscite del gotico internazionale della regione. La struttura è l’originale con il soffitto in legno, la facciata che è stata restaurata nel ‘900 è stata realizzata dal progetto di Diomede Catalucci.
L’interno è dipinto dai fratelli Lorenzo e Jacopo Salimbeni da San Severino, il ciclo di affreschi rappresenta l’opera più completa degli artisti settempedani in cui sono rappresentate lungo le pareti, delle scene della vita di San Giovani Battista.
Nella parete dell’abside si trova l’opera di una grande Crocifissione del 1416 e una Madonna dell’Umiltà.

Casa natale di Raffaello

La casa fu costruita nel XIV secolo e il padre di Raffaello, Giovanni Santi la acquisto nel 1460. Giovanni stesso fu un poeta e pittore della corte di Federico da Montefeltro e diede le prime lezioni di pittura al figlio.
Nel 1873 la casa divenne di proprietà dell’Accademia Raffaello, che fu fondata nel 1869 da Pompeo Gherardi.
Nel primo piano c’è un soffitto a cassettoni in cui è conservata l’opera di Giovanni “l’Annunciazione” e le riproduzioni della “Madonna della Seggiola” e la “Visione di Ezechiele”.
Nella stanza in cui si presume fosse nato Raffaello si trova la Madonna col Bambino e una raccolta di ceramiche di epoca rinascimentale.
Al secondo piano ha sede l’Accademia Raffaello in cui è possibile guardare dei manoscritti , monete e ritratti del XIX secolo.

Duomo d'Urbino

Fu fondata nel 1021 per sostituire un’altra chiesa che si trovava fuori dalle mura, finita di costruire nel 1604 aveva una struttura molto semplice e spoglia.
L’opera rinascimentale andò perduta con il crollo della cupola nel 1789 a causa di un terremoto, fu ricostruita con un altezza di 50 metri e dedicata a Santa Maria Assunta.
La facciata è in pietra del Furlo anno 1782, è abbellita da cinque statue che rappresentano le Virtù Teologali, Sant’Agostino e San Giovanni Crisostomo. Al di sotto è riportata una scritta in latino come ringraziamento all’Università per aver finanziato i lavori per il tetto.
Sul lato della gradinata si trova la statua del Patrono San Crescentino e sul lato opposto un’altra statua del Compatrono e Vescovo Beato Mainardo. Dentro al Duomo si trovano due tele di “San Sebastiano” e la “Santa Cecilia” del XV secolo, l’”Ultima Cena” e “Natività della Vergine”.

Fortezza di Albornoz

La Rocca si trova all’interno del parco della Resistenza.
Fu fatta costruire nella seconda metà del XIV secolo dal cardinale Esidio Alvares de Albornoz.
Le mura roveresche attorno alla rocca furono costruite nei primissimi anni del XVI secolo, ma pochi anni dopo il papa Leone X le fece abbattere affinché la città non avesse delle difese in caso di una ribellione. Dopo la morte del papa la tutta la rocca danneggiata venne ricostruita.
Furono nuovamente danneggiate a causa delle rivolte dei cittadini, un secolo dopo vennero cedute ai padri Carmelitani Scalzi ma con l’invasione francese la ricostruirono ed usarono a scopi militari.
La Fortezza ospitò poi un orfanotrofio femminile nel 1860 e venne poi restaurata nel 1967.