Palazzo Cenci

È stato costruito nel XVIII secolo ed il nome deriva da una famiglia che ne era proprietaria, divenne poi di proprietà del Comune. Nell’800 il palazzo venne decorato con diversi affreschi che sono ancora presenti nel soffitto delle sale e nel corridoio.
Nel 2005 fu inaugurato all’interno del palazzo il Musas Museo Storico Archeologico, con l’obbiettivo di custodire il patrimonio archeologico e storico-artistico della città e del territorio.
All’interno del museo si possono trovare delle raccolte di opere artistiche, dipinti e oggetti di interesse dal medioevo all’ottocento.
C’è un’esposizione dedicata alle fornaci, una sala dove sono esposte ville rustiche e altri oggetti della preistoria e la protostoria.

Rocca Malatestiana

Nel 1386 Carlo Malatesta fece costruire la torre fortificata che era molto più grande di quella attuale, solo in seguito poi Sigismondo la fece abbassare e con il materiale recuperato rinforzò le mura del castrum.
Si fecero poi alcuni ristrutturamenti alla rocca per essere abitata, il maschio e i sotterranei rimasero però con la loro struttura originale.
Ha una pianta quadrangolare con torri poligonali, ha un cortile al suo interno e l’ingresso del castello aveva delle corsie per il ponte levatoio con tracce ancora visibili sul muro dell’arcata. Al centro del cortile si trova un antico pozzo medievale ancora funzionante che comunica con la cisterna per la raccolta dell’acqua.

Arco Trionfale in onore di Papa Clemente XIV

È un progetto dell’architetto imolese Cosimo Morelli; l’arco è stato dedicato a Giovanni Vincenzo Antonio Ganganelli che fu eletto papa nel 1769 con il nome di Clemente XIV.
Quando il concittadino cardinale divenne papa, le autorità locali vollero celebrare l’evento; pensarono inizialmente ad un busto da inserire nella chiesa Collegiata, ma poi capirono che l’avvenimento meritava qualcosa di più importante. Incaricarono un architetto ufficiale della Santa Sede di progettare qualcosa e nel 1772 propose l’Arco Trionfale. L’arco fu finito di costruire 3 anni dopo la morte del papa.

Grotte Tufacee

Sono così chiamate perché sono composte da argilla e da sabbia, queste grotte sono dei veri e propri canali sotterranei che attraversano tutto il centro storico di Santarcangelo. Sono state utilizzate come rifugio durante le guerre e attualmente come cantine.
La loro antica origine ancora non si sa ed è ancora una fase di studio.
È una un’altra città sotto a quella visibile che dispone di pozzi, cavità e gallerie.
Le grotte al suo interno sono appena illuminate solo da dei piccoli lumi appesi alle pareti per un’atmosfera ancora più suggestiva.

Magnano del 1633

La stampa su tela con i colori naturali era già diffusa in tutta l’Europa nel VI secolo.
Il mangano è un macchinario “che produce forza”, serviva per la stiratura dei tessuti; nel III secolo era già conosciuta dai Romani e durante il medioevo venne utilizzato come marchingegno da guerra.
La Stamperia Marchi è una delle botteghe più antiche della Romagna in cui è custodito da sempre il Mangano del 1633.
È l’unico posto al mondo in cui il macchinario viene ancora utilizzato per la stiratura degli antichi tessuti di canapa e cotone, per renderli più resistenti, lucidi e lisci. La tela viene decorata utilizzando degli stampi in legno di pero che vengono intagliati a mano.
All’interno della stamperia si trovano innumerevoli oggetti che sono stati collezionati dal Signor Marchi come: antiche stampe, cartoline e vecchi libri.

Pieve di San Michele Arcangelo

È un importante edificio bizantino ed è stato l’edificio religioso più importante fino a metà XVIII secolo.
La Pieve fu costruita alla fine del VI secolo sopra ad un altro edificio ed è il luogo di culto più antico del territorio, cinque secoli più tardi innalzarono il campanile.
Attorno all’edificio si possono notare sette porte che sono state murate, è stata lasciata solamente quella davanti. Ha all’esterno una struttura di mattoni sottili con una sola fila di finestre ed è composta da una sola aula. All’interno sono stati ritrovati dei resti di mosaici pavimentali e di una cripta ed altri oggetti ritrovati durante gli scavi ed i restauri. C’è conservato un affresco del quattrocento di San Sebastiano e ne sono presenti altri con lo stemma di Papa Paolo V.

Battistero Neoniano o Degli Ortodossi

Il Museo del Bottone è un “Associazione No Profit” ed è nato dalla passione che ha il Signor Giorgio Gallavotti che durante gli anni ha collezionato una gran varietà di bottoni in Italia e nel mondo dal 1700 ad oggi. Mise in mostra la sua collezione per la prima volta nel 1991.
È l’unico museo in materia esistente in Italia, all’interno si possono trovare quadri, libri con la loro storia, fotografie in cui i personaggi dell’antichità avevano abiti pieni di bottoni, articoli e tante altre curiosità a tema.
La sua collezione è arrivata ad avere un totale di più di 5.000 bottoni tutti diversi, per ogni evento è previsto un tipo di bottone particolare, ci sono quelli per la comunicazione, per la seduzione, la provocazione, di gossip, da lutto e molti altri.
Il museo viene diviso in tre parti: i bottoni, i materiali, e i motivi per la scelta del tipo, all’interno è possibile anche acquistarne alcuni.

Museo degli Usi e dei Costumi della gente di Romagna

Fu inaugurato nel 1981 ed è nato dalla passione di alcuni volontari che hanno raccolto i materiali.
Le intenzioni di questo museo sono quelle di raccogliere e studiare i materiali dei costumi, i simboli i gli usi che se ne facevano.
Conserva le testimonianze della gente ed è diviso in sezioni tra cui: la metallurgica, la tessitura, la stampa su tela e i lavori agricoli. Si può osservare il ciclo del vino, della canapa e del grano. Ci sono particolari collezioni di pagliai e caveje.