Mausoleo di Galla Placidia

È un piccolo edificio che ha la forma di una croce latina. Fu fatto costruire nel 450 dall’imperatore Onorio, fratello di Galla Placida a cui dedicò il mausoleo che sarebbe dovuto essere destinato alle sue spoglie, mentre invece fu sepolta a Roma.
Ha una magica atmosfera notturna per le numerose e splendenti stelle dorate che popolano il soffitto nella cupola. La spoglia struttura esterna nasconde al suo interno i famosi mosaici più antichi di Ravenna che rivestono le intere pareti raffigurando il tema della vittoria della vita eterna sulla morte. Ci sono rappresentati con dei colori vivaci: il Cristo rappresentato come il buon pastore, San Lorenzo che si incammina al martirio, gli apostoli e degli animali che bevono.

Basilica di San Vitale

Tempio su due piani a forma ottagonale, l’otto era simbolo di Resurrezione perché composto dal sette che rappresentava il tempo più uno che era Dio.
Ordinato dal vescovo nel 525 Giuliano Argentario, ricco banchiere finanziò il progetto e fu consacrato nel 547.
È uno dei più importanti luoghi di culto a Ravenna e dell’arte paleocristiana e bizantina in Italia. All’interno grandi archi sorreggono la struttura con al centro la cupola dipinta. Tra i mosaici sono raffigurati Teodora con le sue dame, Giustiniano e la sua corte e gli angeli in volo ma a completare la decorazione sono i marmi, gli stucchi e le balaustre.
A terra al centro della stanza ci sono una serie di cerchi concentrici con delle frecce, è il Labirinto dell’Anima, si trovano in molte altre chiede cristiane e simboleggia il percorso di uscita dal peccato verso la purificazione.
La luce che penetra da diverse angolazioni per le molteplici finestre presenti illumina i mosaici mostrando gli splendidi colori.

Basilica di Sant'Apollinare Nuovo

La Basilica porta questo nome “Nuovo” per differenziarsi da un’altra chiesa cittadina dal medesimo nome, datogli solo nel IX secolo dopo che ci furono portate le reliquie di sant’Apollinare.
È nata come luogo di culto ariano nel 505 fatta costruire dal re goto Teodorico. Successivamente l’Impero bizantino conquistando la città passò la proprietà alla Chiesa cattolica.
I mosaici al suo interno non sono tutti della stessa epoca, alcuni risalgono al tempo di Teodorico, altri sono stati fatti quando la chiesa passò ai cristiani. Nei riquadri ci sono rappresentati scene della vita di Cristo, Santi e Profeti. I mosaici sono diversi da quelle del Mausoleo di Galla Placida; le figure diventano più schiacciate tra loro, sono talmente semplificate che ad alcuni animali non vengono fatte le zampe. Gli edifici venivano riprodotti in prospettiva ribaltata, cioè disegnavano schiacciati sullo stesso piano tre lati di una struttura. Tra le colonne sono state cancellate tutte le figure umane perchè una parte di mosaico fu all’ora condannata alla distruzione per cancellarne la memoria e ci sono poi stati ridisegnati dei tessuti sopra, infatti sulle colonne si possono notare spuntare delle mani non cancellate.

Mausoleo di Teodorico

All’interno del secondo piano del Mausoleo si trova la vasca in porfido rosso.
Ha forma decagonale e fu costruito nel 520 da Teodorico come sua futura tomba; si presume che fosse stato sepolto nella vasca e le sue spoglie furono rimosso durante il dominio bizantino.
A differenza delle altre costruzioni che sono costruite su mattoni questa si innalza su dei blocchi di pietra d’Istria. Il tetto è fatto con un unico blocco di pietra di 300 tonnellate, trasportato per mare e innalzato con dodici anse.

Basilica di Sant'Apollinare in Classe

È la più imponente e maestosa tra le basiliche di Ravenna, costruita nella prima metà del VI secolo.
All’interno le pareti sono spoglie, a parte la zona ricoperta dai mosaici che risalgono ad epoche diverse e al centro della basilica, sul luogo del martirio del Santo, c’è un antico altare.
Nei mosaici sono rappresentati il Cristo circondato dai quattro evangelisti e le pecore che simboleggiano gli apostoli.
Nell’arco sono disegnate due palme e sotto si trovano le figure degli arcangeli Michele e Gabriele e San Matteo.
Negli spazi tra le finestre sono rappresentati quattro vescovi fondatori delle principali basiliche di Ravenna: Ursicino, Orso, Severo ed Ecclesio con un libro in mano.
Altre figure umane rappresentate sono: l’imperatore bizantino Costantino IV che conferisce i privilegi per l’autocefalia a Reparato e Abramo, Abele e Melchisedec attorno all’altare pronti ad offrire un sacrificio al Signore.

Il Mausoleo - Tomba di Dante

Dante morì a Ravenna nel 1321 durante il suo esilio e nonostante i ripetuti tentativi di riportare le spoglie nella città natale a Firenze rimangono qui.
I Francescani rubarono e conservarono le ossa di Dante gelosamente per secoli, e le salvarono anche dalle bombe della Seconda Guerra Mondiale.
La tomba fu costruita nel 1780-81 su commissione del cardinale Luigi Valenti Gonzaga, a forma di tempietto con una piccola cupola. La porta all’esterno presenta sopra lo stemma arcivescovile con la dicitura “Dantis Poetae Sepulcrum”, l’interno è tutto rivestito di marmi e stucchi con un sarcofago al centro in cui è inciso una dicitura e al di sopra di esso è scolpito Dante pensieroso davanti ad un leggio.
Sul soffitto è accesa una lampada settecentesca aumentata ad olio d’oliva della Toscana, donato ogni anno, per l’anniversario della morte del poeta il 14 settembre da Firenze. Il sarcofago con le spoglie di Dante dentro è stato spostato più volte prima di trovarsi nel luogo in cui è ora.

Battistero Neoniano o Degli Ortodossi

Risale al V secolo che prende il nome dal vescovo Neone che ne ha fatto proseguire la costruzione dopo Orso.
A causa della subsidenza che c’è a Ravenna il battistero è interrato di circa 2 metri. È a forma ottagonale, simbolo della resurrezione.
Il soffitto era in origine piano, poi venne sostituito da una cupola che Neone fece decorare con ricchi mosaici, come le pareti. Ci sono archi ciechi su colonnine con all’interno lastre di porfido e marmo verde, affreschi con tralci di vite, pavoni ed altri simboli.
Il mosaico più importante è sul soffitto in cui dentro tre anelli concentrici sono rappresentati vari oggetti tra cui nella seconda parte i dodici apostoli e nel cerchio centrale è raffigurato il battesimo di Gesù con San Giovanni Battista.

Planetario

Uno delle strutture più conosciute di Ravenna è stato inaugurato il 1 giugno 1985. È situato nel verde dei giardini pubblici.
Proietta sulla cupola grande 8 metri l’immagine della volta celeste stellata, all’incirca mostra 5 mila stelle nei due emisferi.
I posti a sedere sono per un totale di 56 spettatori. Con lo strumento si possono rappresentare i movimenti che appartengono alla volta celeste con la successione del giorno e della notte; è possibile vedere anche i pianeti. Si può assistere alla simulazione della pioggia e delle stelle cadenti.
Il planetario dispone anche di una sala convegni e una terrazza utilizzata per pubbliche osservazioni astronomiche.

Domus dei Tappeti di Pietra

Uno dei più importanti siti archeologici che è stato scoperto negli ultimi decenni, nel 1993.
Si trova all’interno della Chiesa di Santa Eufemia, è un vasto ambiente che si trova circa 3 metri al di sotto del livello stradale in cui sono stati rinvenuti edifici dall’età romana repubblicana al tardo-antico.
Costituito da 14 pavimenti con mosaici policromi e marmi e cortili, scoperta particolare di un palazzo signorile bizantino del VI secolo. Nei mosaici sono raffigurati decori geometrici, floreali, vegetali e la rappresentazione della “Danza dei Geni delle Quattro Stagioni” in cui i Geni danzano in cerchio.

Palazzo Arcivescovile

CAPPELLA ARCIVESCOVILE O DI SANT’ANDREA
Nel primo piano del Palazzo Arcivescovile si trova la Cappella Arcivescovile o di Sant’Andrea è l’unico monumento ortodosso che è stato costruito durante il regno di Teodorico.
È l’antico oratorio voluto dal Vescovo II e dedicato all’arcivescovo di Ravenna dal 433 al 450.
Ha la forma di una croce con l’ingresso in marmo e ricco di mosaici, uno dei quali con un messaggio anti-ariano in cui viene raffigurato il Cristo guerriero con una croce in spalla. Altre figure rappresentate sono i quattro arcangeli, i quattro evangelisti, i santi e sante martiri.
Nel Palazzo ha sede anche il primo museo diocesano in Italia, costruito nel 1734.
Un percorso costituito da quattro sale in cui sono riprodotti gli ambienti storici con reperti archeologici e opere d’arte.

Basilica di San Francesco

Dopo il 450 venne costruita una chiesa dedicata ai santi apostoli Pietro e Paolo, poi nel IX secolo venne distrutta ed al suo posto fu costruita una chiesa più grande ed un campanile. La nuova chiesa passò all’ordine francescano nel 1261 e dedicata a san Francesco d’Assisi 60 anni dopo. La basilica venne restaurata più volte negli anni. Nel 1810 il convento francescano venne abolito ed espropriato dalle autorità napoleoniche, un secolo dopo con l’anniversario della morte di Dante venne restaurata e cancellarono le modifiche barocche per riportarla allo stile iniziale.
All’esterno ci sono sul pavimento due sarcofaghi laterali in marmo; all’interno sono presenti vari reperti antichi, affreschi e dipinti. Nel fondo della navata centrale si trova il presbiterio ed al di sotto di esso la cripta del X secolo siccome si trova sotto il livello del mare è invasa dall’acqua come una piccola piscina in cui nuotano dei pesci rossi. È presente all’interno della basilica un organo a canne costruito negli anni ’70.

Duomo di Ravenna

La Basilica Cattedrale Metropolitana della santa Risurrezione di Nostro Signore Gesù Cristo fu ricostruita nel XVIII seguendo la stessa planimetria della primitiva “Basilica Ursiana” voluta dal vescovo Orso, dedicata alla Santa Resurrezione e costruita nel V secolo. È un imponente edificio di cinque navate, ricco di marmi; l’abside e l’arco absidale furono ridecorati con i mosaici XII secolo.
Rappresentazione del Cristo risorto con la Croce in spalla e gli Apostoli, episodi di vita di Sant’Apollinare, l’invio del futuro vescovo e l’arrivo di Apollinare alle porte di Ravenna; ed al di sotto Abele e Caino sacrificanti e due palme.
Altre rappresentazioni erano una scena con le Marie al Sepolcro e l’arrivo di Giovanni e Pietro. Tutti mosaici perduti di cui ne rimangono solo pochi frammenti conservati al Museo Arcivescovile. Del vecchio edificio si è conservato solamente il campanile ed il portico è di uno stile barocco. Il Duomo ospita oggi la tomba del Papa Vittore II.

Museo Nazionale

I materiali presenti sono stati conservati dai monaci camaldolesi di Classe, che durante il XVIII secolo collezionarono numerosi oggetti d’interesse artistico, antiquario e naturalistico nel loro monastero cittadino. Con l’abolizione degli ordini religiosi queste proprietà passarono al comune e nel 1804 fu istituito il Museo Classense Municipale.
Nel 1885 i materiali vennero organizzati in un vero museo detto “bizantino” e divenne poi Nazionale e passarono allo Stato.
È un museo che conserva materiale archeologico, reperti lapidei e oggetti d’arte soprattutto provenienti dal sottosuolo ravennate, ma anche donate o acquistate.
Nel refettorio del monastero sono ospitati il ciclo degli affreschi staccati dall’antica chiesa di Santa Chiara. Altre collezioni presenti sono il lapidario, bronzetti e placchette, materiale archeologico, avori, armi e armature, ceramiche e monete.