Chiesa del Carmine

La chiesa si trova nel centro storico di Forlì.
È nata grazie all’arrivo dei religiosi dell’Ordine dei carmelitani nel 1347. L’anno seguente costruirono la prima chiesa che venne poi ingrandita negli anni con l’aggiunta di una cappella, ma si dimostrò troppo piccola per le esigenze della comunità.
La terza chiesa fu costruita negli anni 1735-46 ma con la soppressione degli organi religiosi del XIX secolo con l’invasione napoleonica, si impadronirono dei beni e trasformarono la chiesa in un magazzino ed una stalla. Passò poi con l’unità d’Italia al Comune e nel 1914 il governo dichiarò la chiesa monumento nazionale.
Nei lati della chiesa ci sono 5 cappelle e all’interno presenta uno stile barocco con affreschi del XVIII secolo.

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Rocca di Ravaldino

Si tratta di una cittadella fortificata, ha origini medievali.
La rocca oggi ospita ancora al suo interno il carcere della città dal fine 800 ed una parte di essa è destinata alla sola esposizione.
L’aspetta della Rocca che ha oggi è dovuto dalle modifiche che sono state fatte per ampliare maggiormente la struttura nel ‘400 da Pino III Ordelaffi. La cittadella nel ‘400 era circondata da un ampio e profondo fossato di cui ne rimane ancora oggi la traccia attorno alla rocca.
Le notizie più antiche riguardanti la rocca risalgono in un documento del 1253 trovato nel Libro Biscia e parla di una fortezza che probabilmente era un palazzo.

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Basilica di San Pellegrino

Pellegrino Laziosi nacque in una famiglia avversaria della Chiesa.
Il Papa inviò in Romagna il Superiore dell’Ordine dei Servi di Maria per convincere i cittadini ad obbedirgli ma venne cacciato da Forlì. Pellegrino era tra i capi del gruppo in lotta e lo schiaffeggiò, ma subito pentendosi lo rincorse e gli chiese perdono.
Si convertì poi a quello stesso ordine. A sessant’anni a causa di vene varicose gli andò in cancrena una gamba e la sera prima dell’amputazione, avvicinandosi al crocifisso guarì miracolosamente. È diventato il Santo protettore degli ammalati con particolari gravità come il cancro e l’aids. Il suo corpo è custodito in una teca di cristallo nella Basilica di San Pellegrino Laziosi e la sua testa è conservata nella chiesa della Santissima Trinità. La Basilica ha dieci altari laterali ed è stata costruita su una chiesa preesistente dedicata a Sant’Agnese. All’interno della chiesa, nella sala trecentesca è conservato il Crocifisso miracoloso.

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Abbazia di San Mercuriale

È uno dei simboli della Romagna ma la ricostruzione della storia pare un po’ difficoltosa per le poche informazioni che si hanno. Probabilmente la chiesa fu ricostruita dopo un incendio causato dagli scontri del 1173.
Si ipotizza che una comunità di credenti cominciò a vivere in una zona limitrofa alla tomba del primo vescovo Mercuriale e dei santi Marcello e Grato trasferendoli in un nuovo edificio religioso.
La più antica testimonianza del monastero di San Mercuriale risale al 894, in un atto di una donazione dell’arcivescovo di Ravenna.
Gli scavi del ’51 permisero di trovare i resti della precedente chiesa e la cripta.
Con gli anni e con gli scontri la chiesa venne ricostruita più volte.
Costruirono un nuovo portico per collegare il chiostro alla piazza Saffi, gli affreschi furono restaurati, il campanile era una volta più alto ma a seguito della ripavimentazione della piazza si abbassò.
Tra le opere all’interno della chiesa ci sono: il Sepolcro di Barbara Manfredi del 1466, i dipinti di Marco Palmezzano, l’Assunzione della Vergine e la scultura dell’Arcata della Cappella Ferri.

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Musei di San Domenico

Il complesso di San Domenico è formato dai resti delle pareti della chiesa, priva del tetto, da un chiostro chiuso ed uno aperto. La chiesa che si vede oggi prese la sua forma nel 1704 quando venne ristrutturata.
In questo complesso di strutture è posto la pinacoteca e i musei civici.
Dal chiostro si arriva alla Pinacoteca e sopra è posto il Museo Archeologico. Il museo nacque a fino ‘800 grazie ad una raccolta antiquaria di Antonio Santarelli che recuperò importanti resti del territorio, anche negli scavi ed ora si trovano nel Palazzo del Merenda. Tra gli oggetti di collezione possiamo osservare materiali di diverse epoche tra cui: ceramiche, accette e punte di pietra, pugnali, asce, bronzi, elmi, vasi, e spade.
La Pinacoteca fu costruita nel 1838 in cui vennero raggruppate tutte le opere rimaste dopo le soppressioni napoleoniche. Molte famiglie e persone donarono le restanti opere al Comune.
La Pinacoteca si trova anch’essa nel Palazzo progettato da Giuseppe Merenda; nelle diverse sale possiamo trovare sarcofaghi, dipinti e ritratti.

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Piazzale della Vittoria

Questa ampia area è stata formata durante il fascismo, il monumento della Vittoria o Monumento ai Caduti fu messo nel 1932 per festeggiare il decimo anniversario della rivoluzione fascista.
Il monumento è alto 30 metri, sulla alta colonna poggia una scultura di bronzo con le ali alzate che rappresenta la vittoria. All’interno del monumento si trova una cappella votiva con una scala a chiocciola, con cui un tempo era possibile raggiungere la cima della colonna.

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Porta Schiavonia

Già nella Cronaca Morattiniana del 1282 viene citato il borgo che era fuori da porta Schiavonia, quindi questo è a testimoniare l’esistenza di una Porta che ha origini molto più antiche.
Esisteva un’altra Porta Valeriana che venne però chiusa poi dal cardinale Albornoz che ne demolì anche il ponte deviando la strada verso Porta Schiavonia. La porta ed il ponte non vennero più ricostruiti. La restante porta prese sempre più importanza, tanto che a inizio del ‘400 il cardinale fece costruire un piccola rocca ma fu subito distrutta pochissimi anni dopo. Venne poi più volte ricostruita e distrutta.
Durante il ‘700 la porta fu decorata con un arco in onore del cardinale che aveva favorito l’ascesa al trono di Augusto III. Nella lunetta troviamo il dipinto della Madonna del Fuoco e dei Santi Valeriano e Mercuriale patroni di Forlì.

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Pieve di Santa Maria in Acquedotto

L’antica pieve si trova nelle campagne di Forlì, secondo la tradizione la pieve sorge nel luogo in cui un tempo passava l’acquedotto di Traiano, da cui prende il nome.
È stata costruita nel XIII secolo sopra ad un’altra chiesa più antica.
Ha una struttura romana è l’interno è semplice e spoglio, ha perso le opere che ne ricoprivano le pareti dopo dei lavori di manutenzione. In alcuni punti si trovano i dipinti di Sant’Agata e San Giovanni Evangelista. In una teca di vetro è conservato un bassorilievo in stucco della Madonna con Bambino del ‘400. Sulle pareti sono si trovano alcune reperti di origine romana.
I documenti parla dell’esistenza dell’edificio già dal 963. Il campanile è alto una quindicina di metri ed è stato datato intorno agli anni 1000, all’esterno si trova una colonna romana in marmo del IV secolo che dovrebbe essere una pietra militare.

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