Abbazia del Monte

Il primo nucleo del complesso architettonico del Monastero risale tra il 1001 e il 1027. San Pier Damiani nella “Vita Beati Mauri” scrisse che il vescovo di Cesena della prima metà del X secolo, aveva scelto quel monte come luogo per meditare. Morto il Vescovo fu sepolto in un sarcofago in pietra che è custodito nella Cripta vicino alla chiesa.
La Basilica fu ricostruita più volte a causa dei terremoti, dalle guerre che distrussero sia il monastero che l’intera città di Cesena. Durante le due guerre mondiali l’abbazia divenne un rifugio per profughi e famiglie ma venne anche distrutta dai bombardamenti. Nell ’86 venne ricostruito e aperto il Laboratorio di restauro del libro antico che ha salvato gran parte dei libri distrutti dall’alluvione a Firenze.
Ancora oggi il Monastero è un luogo di accoglienza ed incontro, con numerosi dipinti al suo interno. Nella biblioteca sono presenti all’incirca 55.000 libri, all’interno dell’Abbazia è prevista la ristorazione su prenotazione.

Rocca Malatestiana

La Rocca di Cesena è la terza fortificazione costruita in epoca tardo romana e medievale, costruita per difendere con le sue mura la città di Cesena.
La prima fortezza costruita fu rinominata in "Rocca Antica" ed era situata più a monte, distrutta poi da una frana causata dal fiume Savio.
Ricostruita successivamente più a valle, la "Rocca Vecchia" nota come "Rocca dell'Imperatore" dato il soggiorno di Federico Barbarossa che vi costruì nuove fortificazioni e vi abitò per tre anni assiame alla moglie Beatrice.
La "Rocca Nuova o Malatestiana" sorse attorno al 1380, anno in cui partirono i lavori di ristrutturazione per iniziativa di Galeotto Malatesta per la rese punto strategico per la difesa della città.
Nel 1500 Cesare Borgia detto "Il Valentino", eresse Cesena a capitale del Ducato di Romagna e fece venire in città Leonardo da Vinci che all'epoca era dedito alla progettazione del Porto Canale di Cesenatico.
Dal genio di Leonardo scaturì la soluzione adottata per le scale del torrione, sovrapposte e concentriche.
La Rocca Malatestiana, di forma esagonale irregolare, fu studiata con sette torri esterne di forme diversa, al centro si ergono le due torri nominate "Il Maschio", quella più alta e snella e "La Femmina", quella più bassa e larga.
Fino al 1700 la Rocca mantenne intatta la sua funzione di fortezza militare e successivamente venne trasformata in carcere. Solo nel 1974 divenne "Museo della Cività Contadina". Oggi la Rocca richiama migliaia di turisti e cittadini di Cesena, numerosi gli eventi che in essa si svolgono fra concerti, spettacoli, rievocazioni storiche, feste medievali e mostre.

Palazzo Comunale

Il Palazzo Comunale o Palazzo Albornoz fu fatto costruire nel 1359 da cardinale Albornoz, che dopo aver conquistato la città ha voluto edificare una fortezza degna dei rappresentanti dello Stato Pontificio.
La fortezza fu ristrutturata varie volte fino ad arrivare all’attuale Palazzo che sarebbe il risultato di due edifici attaccati: il palatium vetus e il palatium novum. Si affaccia sulla Piazza del Popolo, col tempo fu abbellito e ampliato. Il portico fu fatto nel settecento, con volte a crociera, lapidi murate e ritratti di celebri personaggi di Cesena.
All’interno possiamo trovare la Sala degli Specchi, l’arredamento è in stile Luigi XVI con gli specchi appesi alle pareti, tappeti e il lampadario in vetro di Murano.

Biblioteca Malatestiana

L’idea di costruire una biblioteca è venuta ai frati del convento di San Francesco.
Nel 1450 Malatesta Novello, un signore di Cesena, iniziò a costruire nel convento la sua libreria.
La biblioteca Comunitativa si formò all’inizio dell’ottocento, dopo la soppressione napoleonica dei conventi. I libri delle raccolte degli organi religiosi furono riuniti nella Malatestiana per formare la Biblioteca Nuova e poi Comunitativa, inaugurata nel 1807.
Nel 1870 nella biblioteca erano presenti quasi 22.000 volumi, poi altre persone iniziarono a donare la loro collezione.
Negli anni ’90 la Biblioteca Malatestiana divenne Istituzione ed ha oggi circa 72.000 volumi.

Teatro Comunale "Alessandro Bonci"

Si trova all’interno del centro storico su Piazza Guidazzi affianco ai Giardini Pubblici. Il teatro fu aperto il 15 Agosto 1846. Il Teatro Bonci rimase di grande rilievo nazionale in cui venivano messe in scena le migliori produzioni liriche e drammatiche, fu infatti dedicato ad Alessandro Bonci, uno dei migliori interpreti italiani, per le sue esibizioni al teatro.
Nel 1400 iniziarono il primi spettacoli teatrali fatti in palazzi cittadini.
Nella facciata sono rappresentati le sette figure mitologiche: Ercole, Calliope, Venere, Apollo, Talia, Melpomene e Clio. Nel locale adiacente alla sala teatrale si possono trovare le iscrizioni delle celebri esibizioni di Luciano Pavarotti, Giuseppe Verdi, Richard Wagner e Marietta Alboni.
Il sipario ed il lampadario sono una imitazione di quelli originali e sul soffitto ci sono scene della Divina Commedia.

I Parchi di Cesena

A Cesena ci sono quasi 246 ettari di aree verdi con più di 55000 alberi. “Un albero ogni nuovo nato” è il progetto iniziato negli anni ’90 e consiste nel fatto che ogni anno vengono piantati una media di 3 alberi per ogni bambino nato. Nel 2006 i neonati furono 845 e i nuovi alberi piantati 2.915. Oggi a Cesena quindi per ogni due abitanti c’è un albero.
Il parco più grande è il quello dell’Ippodromo, ha 135.000 metri quadrati di verde ed è destinato ad ingrandirsi ulteriormente. Ci sono laghetti, sentieri, aree bambini e una pista da skateboard.
I Giardini Pubblici sono stati costruiti nel 1843 e donati alla città dal conte Paolo Neri.
Negli ultimi anni durante la ristrutturazione dei giardini furono ritrovati dei resti di un’antica chiesa del 300. Al centro si trova un gazebo che viene utilizzato per concerti e pub all’aperto.
Il Parco Naturale del Fiume Savio si è sviluppato lungo il corso del fiume ed arriva fino al centro di Cesena, sono presenti molte specie di uccelli e mammiferi selvatici.